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Rettore senza peli sulla lingua: "La discografia? E' fe
"Splendido splendente? Il mondo della discografia spesso è fetido fetente!". Chi parla è Donatella Rettore. Il suo ultimo disco si intitola Figurine, un'esperienza che, come ha raccontato al Tgcom, le ha lasciato amarezza e una causa in corso.
"Non è tutto splendido splendente"
"Splendido splendente? Io direi che il mondo della discografia spesso è fetido fetente!". Chi parla è Rettore, quasi trent'anni di carriera alle spalle ma ancora una gran voglia di combattere, al punto che sulla copertina dell'ultimo disco, Figurine, si è fatta ritrarre mentre mostra i bicipiti scolpiti. Un'esperienza, quella di Figurine, che, come ha raccontato a TgCom, le ha lasciato amarezza e una causa in corso.
Pochi personaggi hanno segnato la musica italiana nei primi anni 80 come Rettore. Una serie di hit che ancora oggi sono popolarissime, da Kobra a Lamette passando per Donatella e Splendido Splendente che proprio in questi giorni è stata riportata in auge grazie allo spot di un famoso cioccolatino.
Hai visto quello spot? Che ne pensi?
Devo ringraziare di cuore i pubblicitari per avermi confermato una volta di più che i miei pezzi sono evergreen. Quest'anno, prima con ‘Notte prima degli esami’ (in cui Lamette è la sigla iniziale – ndr) e ora con questo spot, è stato un tributo a Rettore davvero piacevole. Ringrazio anche Serena Autieri che ha proposto una bellissima interpretazione molto rispettosa di quella originale.
Il tuo ultimo album risale invece al 2005, Figurine. Come è andata quell'esperienza?
Molto male. Quel disco è stato calpestato, oltraggiato, vilipeso. Non dal pubblico ma dalla persona che avevo scelto, dietro consiglio, per promuoverlo. Invece l'unica cosa cui ha mirato è stato spillarmi soldi. Al punto che, invece di essere io a fare causa a lui per la mancata distribuzione e promozione dell'opera, è avvenuto il contrario.
Ovvero?
È stato lui a farmi causa perché avrei rovinato la sua immagine per inadempienza. Credo che lui, che si definisce discografico, non abbia mai venduto tanti dischi quanti ne ha venduti con me. Non credo di avergli provocato grossi danni dal momento che il disco me lo sono scritto, prodotto e stampato io. Lui doveva soltanto promuoverlo...
Cosa che invece non ha fatto?
Assolutamente no. E siccome, contrariamente a quanto si pensa, io non sono una che ama litigare, perché implica usare delle riserve energetiche che preferisco tenere e per il mio pubblico, non ho fatto il primo passo, cioé intentargli una causa. Cosa che ha fatto lui.
Immagino Figurine fosse molto importante per te. Questa brutta esperienza cosa ti ha lasciato?
Io sono una che come primo impatto s'incazza, poi diventa un salice piangente. Sono molto mortificata. Se fanno questo con me, cosa possano fare con un ragazzo di 18-19 anni che crede in questo mondo splendido splendente che invece poi è fetido fetente?
Immagino che la tua opinione sullo stato attuale della discografia non sia proprio lusinghiera...
Ci sono stati tre decenni, tra il 1960 e la fine degli anni 80, eccezionali. Poi c’è stato il crollo. Sono subentrate le major e oggi non c’è più una casa discografica italiana. Ci sono gli indipendenti che però bisogna capire se sono indipendenti o delinquenti. In questa situazione di caos molti provano a lucrare. E se trovano una come me, con 28 anni di carriera e di successi, la tentazione è ancora più grande.
Adesso hai qualche progetto in cantiere?
Io ne ho sempre tanti, i progetti per quello che riguarda gli artisti sono dei sogni. Io sogno, scrivo, immagino, virtualmente vorrei. La cosa che istintivamente sento di più adesso è di dare un po' più di concretezza ai giovani italiani che vedo navigare in un vuoto assoluto.
Tra l'altro, nonostante i successi maggiori risalgano agli anni 80 hai un seguito di fan piuttosto giovani
Anche giovanissimi! In fondo è perché io sono una mamma. Anche i fan più vecchi di me trovano in me una mamma perché sono una iper protettrice, tendo a difendere e proteggere i sogni che ha l’essere umano.
In Figurine c’era anche un rifacimento di Kobra. So che ti sei fatta tatuare proprio un cobra in mezzo ai seni. Un omaggio al tuo successo più grande?
Non soltanto questo. In realtà è stata una scelta dal significato quasi esoterico che ho preso dopo tutte le disavventure che mi sono capitate nell’ultimo anno. Io amo molto la cultura egizia e i faraoni, quando si sentivano perseguitati dalle negatività, si facevano tatuare sullo sterno, all’attaccatura dei due seni, un cobra. È una specie di porte-bonheur, che si vede poco ma ‘sento’ tanto.
Cosa mi dici della tua esperienza con i reality show, con la Fattoria?
In quella prima edizione della Fattoria non c’era luce, gas, acqua calda. Una vera e propria prova di resistenza alla mancanza di igiene, particolarmente dura per una come me che tiene particolarmente a quell'aspetto. Io cercavo il più possibile di mantenere un ambiente pulito ma era praticamente impossibile. Per fare un reality così ci vuole fisico e grande forza di volontà. Mi ha fatto veramente bene: non sapevo di avere muscoli nell'anima e quel programma me li ha fatti venire fuori. La palestra che ho fatto con la Fattoria nemmeno con il mondo della musica l’ho fatta. E io di gavetta ne ho fatta perché sono una orgogliosa e non ho mai voluto scorciatoie, all'inizio ho fatto la fame.
Cosa pensi degli scandali scoppiati di recente di chi invece la fame non l’ha fatta ma ha cercato qualche scorciatoia?
Cose come Vallettopoli in realtà ci sono sempre state, figurati. Certo, in casi come questi devo dire che mi sono più simpatiche le prostitute che lavorano agli angoli delle strade, almeno in quel caso i ruoli sono chiari. Io che sono una donna che sta da tanti anni sempre con lo stesso uomo non ho voluto usufruire di questi vantaggi.
Ma le occasioni ci sarebbero state?
Hai voglia. Mi chiamavano la manesca… da adolescente io ero piuttosto procace e con certe mano morte partivano di quelle sventole… la Rettore è un po' "manesca" dicevano… sì, io manesca ma quelli maneggioni.