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Posted: 19/10/06 18:44 L’ultimo flop di Raidue. Wild West: chi paga?
Povera Raidue! Il flop di Wild West è l’ennesimo insuccesso da una rete che ha perso da tempo l’anima. Povera Raidue: la rete di Massimo Fichera, Giovanni Minoli e Carlo Freccero, la rete che ha fatto tendenza, la rete che ha innovato linguaggi e generi e che tutti hanno cercato di imitare, la rete che arrivò ad insediare la leadership di Raiuno, è ormai persa. E con essa si sta perdendo la missione di servizio pubblico della Rai. Non si tratta dell’insuccesso di un programma, evento non raro in televisione, anche se la rete ne inanella di continuo, ma di come ci si è arrivati e delle reazioni che ha suscitato all’interno dell’azienda.
Un flop del genere avrebbe dovuto suscitare allarmate reazioni nel vertice, ed invece, al di là di alcune frasi di circostanza, l’azienda prosegue come narcotizzata. Non si nota un sussulto, una voglia di cambiamento, una discontinuità nella programmazione, da alcuni anni sempre uguale, ripetitiva e sciatta.
Si può avere un insuccesso in televisione. Ma programmare un reality in sovrapposizione ad un altro reality è stata una scelta infelice. Il direttore della rete si è sperticato nel definire il primo reality “uno, la bistecca”, rivolto appunto a Wild West, “l’altro uno spaghetto all’amatriciana”, riferendosi all’Isola dei Famosi: povera Raidue, il linguaggio segna il contenuto!
Chi occupa ruoli aziendali per logiche solo politiche si dimentica troppo spesso che questa è un’azienda di servizio pubblico. E l’ulteriore problema è che il termine “servizio pubblico” non garantisce di per se il contenuto: sono i programmi a fare il “servizio pubblico” e non viceversa. Ma fare programmi televisivi non è semplice, ci vuole intelligenza e cultura. Al limite si potrebbe anche accettare, turandosi il naso, che la politica scelga i suoi rappresentati in Rai, ma dovrebbe la politica stessa almeno privilegiare la professionalità, la capacità e le esperienze, e non basarsi invece solo sulla fedeltà, come purtroppo sta avvenendo negli ultimi anni.
C’è poi un’altra questione. Chi paga? Il contratto del programma ha avuto una vicenda del tutto particolare. Innanzitutto c’è stata un accelerazione, scavalcando le normali procedure aziendali, un po' sospetta; come strano è stato lo spacchettamento del contratto, uno per il programma serale (erano previste 10 puntate), ed altri contratti per gli inserti pomeridiani. Il costo è stato notevolissimo. Chi pagherà allora questo flop?