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Posted: 19/9/06 21:59 L'ENPA CONTRO REALITY CIRCUS: NO A TIGRI ED ELEFANTI IN TV
n.d.r. (...e Ciccio Baffo allora ...)
ROMA - "Reality Circus" in tv. Polemiche. No a tigri e elefanti in tv. L’Enpa: è contro la loro natura farli esibire. E' diseducativo, crudele e inutile ai fini di uno spettacolo.
ROMA – L’Enpa critica la presenza di animali nelle trasmissioni televisive, come nel “Reality Circus”, ennesimo esempio di un modo di fare televisione che considera gli animali in modo analogo alla scenografia. Nella serata di ieri, tigri ed elefanti sono stati messi in mostra facendo fare a questi magnifici esemplari esercizi non consoni alla natura di questi grandi mammiferi, ridotti a zimbelli per il pubblico pagante. L’Enpa aveva chiesto all’annuncio del nuovo programma di evitare la presenza di animali, ma la conduttrice aveva ribattuto: “Non abbiamo ancora deciso se nel programma ci saranno”. Invece gli animali ci sono, come nella peggiore tradizione del circo.
Nessuna pietà per i grandi felini che vivono in strette gabbie e vengono costretti dal domatore a mettersi in pose ridicole; nessuna considerazione per i bambini che assistendo dal vivo o da casa a questo “spettacolo” imparano da queste immagini l’assurda idea che gli elefanti esistono per sfilare e fare acrobazie, senza apprendere nulla sul loro comportamento in natura, dove nessuno li costringe a simili forzature.
Per fare da cornice a una soubrette non si comprende la necessità di scomodare animali che già vivono sotto il tendone del circo in stato di schiavitù, aggravata dalla violenza delle luci necessarie alle telecamere per riprendere lo show; i felini restano abbagliati dalle luci e intontiti dalla musica assordante per gli umani, dolorosamente fastidiosa per il sensibile apparato uditivo di questi involontari prigionieri.
Certo per i personaggi intervenuti sarebbe stato più difficile apprendere qualche esercizio di difficile esecuzione, piuttosto che arrivare in scena e gridare ordini schioccando la frusta. E forse anche lo spettacolo sarebbe stato più interessante, avrebbe messo in gioco potenzialità umane anziché mostrare l’effetto di un addestramento costrittivo, evidente nella meccanicità delle risposte degli animali a ordini prestabiliti.