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Posted: 20/5/07 13:28 Imma Di Ninni attrice pugliese fuori contesto vince stalla
Immaginate di essere i capitani di una nave, lo storico Titanic ad esempio, e con un destino diverso riuscire a concludere il lungo viaggio dopo enorme fatica, nonostante l'iceberg e le irreparabili falle che quel massiccio avvallamento ha provocato al vostro sopravvalutato mezzo. Bene. Quando scendereste da quella nave, sani e salvi, sapendo di aver conosciuto i confini della morte certa, che faccia fareste? Probabilmente la stessa di Barbara D'Urso, che ieri sera nella finalissima di Uno, due, tre...Stalla, sembrava una missionaria cattolica piena di compassionevole carità.
Ha vinto Imma Di Ninni, l'aspirante attrice di Altamura 28enne con un trascorso televisivo a TeleNorba, che equivale a dire che hanno vinto gli autori del programma. Imma, se ben ricordate, è entrata subito dopo il cambio autoriale della trasmissione, in sordina. Defilata come poche, con il passare del tempo gli "sceneggiatori" hanno sviluppato attorno a lei una progettualità caratterizzante che la porterà ad essere innanzitutto la prima valletta a spostarsi nella squadra dei contadini, e dopo poche settimane l'unica (al mondo) a formare una squadra di cui è unica componente. Lontana da qualsiasi canone di bellezza estetica, Imma non brilla né per capacità artistiche particolari, né per una qualsivoglia simpatia o abilità anche solo abbozzata nelle mansioni rurali. Eppure funziona, e al pubblico piace. Probabilmente perché è risultata essere l'unico l'elemento di rottura rispetto a due squadre per le quali era impossibile nutrire interesse. Le vallette, tranne Iaia (Francesca De Rose), erano completamente anonime. I contadini, complice il voluto screditamento autoriale cucito per non rendere le vittorie delle sfide troppo ovvie, sembravano già pronti e vestiti per i medley di Buona Domenica. Imma era contro tutto il sistema, proprio come il pubblico italiano che li guardava. La squadra rurale, la squadra coscia lunga e la squadra vincente di chi non gliene frega niente.
Barbara D'Urso ha ringraziato a fine trasmissione in modo quasi commosso gli autori, e non c'è che da accorarsi al plauso. Sono riusciti a forgiare in una sola puntata finale tanti di quegli espedienti trash (non che in quelle precedenti ce ne fossero di meno) di fronte ai quali persino Paola Perego impallidirebbe d'imbarazzo. A partire da Imma che arriva in studio vestita alla Loredana Bertè dentro un camper degli anni '80, con successivo playback a microfono acceso che sottolineava le basse doti canore della ragazza, per poi seguire la spassosissima Barbara che andava a braccio comunicando con regia ("CcenCiui") e autori quasi fosse una puntata pilota di una trasmissione regionale. Il modo in cui la presentatrice lanciava i filmati con il volto anfetaminico, indietreggiando ammiccante, è entrato indelebile nei miei (brutti) ricordi. Per non parlare delle tre comari addobbate con tendoni neri e trasparenze imbarazzanti. Memorabile l'immagine del televoto che mostra un faccione di toro per i contadini, un faccione di mucca per le vallette, e il faccione contuso di Imma. Il leccaculismo ad ogni costo dell'illustratore delle prove Federico, il pianto di Luca "prezzemolino" Dorigo che era riuscito meglio in altre occasioni (con 8 mila euro a settimana di cachet, contro i mille delle vallette, c'è chi si strapperebbe pure i capelli). L'uscita di scena di Serafino (Giuseppe Caso) con le telecamere già pronte a seguirlo, subito dopo la sconfitta nel tiro alla fune contro un energumeno in tanga color Puffo. Il ballo di Barbara che vuole mostrare fintamente di sapersi mettere in gioco, e il momento della vittoria finale, alla quale sussegue un'inquadratura del pubblico che un secondo dopo la proclamazione della vincitrice raccoglie le giacche e scappa via nel completo disinteresse verso Imma, il padre e la madre, evidentemente alla soglia dell'infarto per la grossa vittoria economica.
Uno, due, tre...Stalla è stato un programma che critica, web e pubblico vorrebbero dimenticare il più presto possibile, ma non si può non notare la crescita sostanziale della trasmissione in termini di di ascolti , anche abbastanza consistente rispetto al crollo iniziale:
20 marzo 2007: 4.541 20,45%
27 marzo 2007: 4.015 17,66%
4 aprile 2007: 3.895 17,14%
11 aprile 2007: 4.029 18,35%
18 aprile 2007: 4.263 20,32%
25 aprile 2007: 3.934 20,58%
2 maggio 2007: 4.040 18,62%
9 maggio 2007: 4.121 20.58%
16 maggio 2007: 4.691 24,41%
(Fonte: Tvblog.it)
Di certo non si può parlare di successo, ma una cosa è certa: il programma così com'era confezionato,nella modalità tracopiata da "Amici", ha portato soprattutto nella fase finale a dati assolutamente in linea con la Rete. E considerato il periodo grigio che i reality stanno vivendo in questo momento, c'è solo da baciarsi i gomiti. Dopo il disastro evitato con mezzi di fortuna, c'è da sperare che in futuro creino navi migliori e meno improvvisate.