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Posted: 28/10/06 22:24 IL GRANDE PACCO DELLO SPEZZATINO DEGLI ASCOLTI TV
IL GRANDE PACCO DELLO SPEZZATINO DEGLI ASCOLTI: NESSUNO SI SALVA, DA “DOMENICA IN” ALLA “PUPA E IL SECCHIONE”
1 - NEL FRULLATO DELLE TV PIÙ TRUCCHI PIÙ VINCI…
Paolo Martini per “La Stampa”
Della televisione italiana siamo convinti di conoscere ormai tutto, persino certe zone d'ombra che sono state illuminate da Vallettopoli e dal romanzo-cult di Walter Siti Troppi paradisi. Eppure, nella crisi senza precedenti che sta travolgendo l'ecosistema trash delle grandi reti tv cosiddette generaliste, ci sono domande che restano senza risposta, anche banali. Soprattutto se riguardano le questioni di fondo, intorno a cui ruotano montagne di milioni di euro degli spot pubblicitari. Qualcuno sa esattamente come va a finire, tanto per fare il primo esempio, lo scontro domenicale delle programmazioni?
Prendiamo soltanto il nuovo primo spazio di Domenica in, affidato a Lorena «acqua e sapone» Bianchetti: qualche volpone dell'etere ha suddiviso questa stessa prima parte, delle già tre di cui è fatta Domenica in, addirittura in tre ulteriori blocchi. Tanto per poter far rilevare dall'Auditel almeno un «Bianchetto» con ascolti decenti. Per contro, su Canale 5, va da sé che anche la nuova Buona domenica risulti un insopportabile spezzatino di 4-5 programmi messi in fila.
Altra domandina innocente: quali sono i termini esatti del flop di Fattore C? Il programma prototipo della «tv copia e incolla» di MediaPrest (ovvero dei personaggi imposti a Mediaset da Lucio Presta, il manager di Paolo Bonolis), è stato appena sadicamente finito a terra da Antonio Ricci, che a Striscia ha mostrato come Bonolis si sia portato dietro persino certi «concorrenti» dai vecchi pacchi Rai. Ma sopravvive ancora il Clone di Affari tuoi, e guardate come: il programma dura in tutto solo 60 minuti; si parte con una prima fetta intitolata «Anteprima Fattore C», che dura circa 10 minuti; segue una cospicua seconda parte, che si chiama «Fattore C - La scelta» e va per le lunghe, ben 40 minuti. E' solo la terza parte che porta il titolo vero di «Fattore C»: dura appena 9 minuti. Guarda caso sono un mezzo migliaio di secondi scelti proprio a ridosso dell'appuntamento più di richiamo del Tg5, alle 20, e racimolano una percentuale più o meno decorosa, da sbandierare in giro, grazie anche allo scorporo di un bel break pubblicitario (ovviamente durante gli spot l'ascolto cala). Che magia! O, meglio, che pacco!
Sulla parola d'ordine di stagione, «Fuori i break!», conviene procedere con la massima cautela. C'è appena stato uno scontro frontale tra Il Corriere della Sera e Striscia, e per ora è sospeso, dopo una telefonata di cortesia tra Paolo Mieli e il Priore «Treppista» di Striscia Antonio Ricci. Tutto nasce dalla segnalazione del record di venerdì 6 ottobre, in occasione della prima stagionale di Paperissima.
Subito dopo il break delle 20 e 51 (di 2 minuti appena), partiva Striscia la notizia: seguiva a ruota Paperissima con un avvio da capogiro, al 39 per cento di spettatori. I due programmi erano attaccati senza pause e la prima interruzione pubblicitaria è stata registrata dall'Auditel alle 21 e 55. Quindi Canale 5, che sarebbe la tv commerciale per eccellenza, ha toccato quota 62 minuti senza spot. Ricci, che non è nato ieri, sospetta che dietro la polemica ci sia la spinta della Endemol, e anche per questo è giusto far notare che in quei 62 minuti si trattava pur sempre di vari programmi di Ricci, quindi libero lui di piazzarsi come meglio crede le interruzioni.
Pure Maria De Filippi, alla prima clamorosa di C'è posta per te, con l'ospitata sexy-comica del calciatore Gattuso, è andata di lungo per quasi un'ora senza break. E, tanto per dire di casa Endemol, gli Affari tuoi disorientano abitualmente le rilevazioni, con l'anteprima per presentare i concorrenti, e relativo break a parte. Per Il treno dei desideri, l'ultimo venerdì su Raiuno, c'erano appena 3 interruzioni (contro Paperissima che ha i consueti 4 break ma chiude 45 minuti prima). Persino un personaggio così terribilmente «politically correct» come Fabio Fazio scorpora un bel primo pezzo, dove piazza libri, mostre d'arte e cultura di bella presenza, tanto per limitare il danno, e così da tenersi da parte ospiti Vip e Littizzetto spacca-Auditel.
La vera domanda che resta aperta, alla fine, è quanto possa durare una televisione così truccata. E' convinzione comune degli addetti ai lavori, che questo folle frullato di orari, titoli e programmazioni, di anteprime e «post-ultime» (come da cartello realmente esposto da Ricci per provocazione) peggiori la situazione di conclamato sboom, come ha notato l'analista del Sole24 ore Francesco Siliato. Ma non si riassume nella cattiva gestione generale del sistema, e nell'indiscutibile fuga del pubblico, soprattutto dei meno anziani, la crisi della tv stessa: è un problema di creatività.
2 - MA IL CAPOLAVORO È DEI REALITY…
Da “La Stampa”
Continuano le proteste perché le trasmissioni di prima serata partono sempre più tardi: mediamente gli show sulle grandi reti cominciano oltre le 21 e 20. Ma il vero record spetta alla vituperata Isola dei famosi, che una settimana è stata segnata sull'Auditel in partenza addirittura dalle 21 e 50, ovvero dopo la partita che era in onda su Raiuno, giusto tre minuti prima del fischio finale: questo grazie a una chilometrica anteprima, che ovviamente ha consentito di scorporare fuori dal dato anche un bel break pubblicitario. Nulla batte, com'è noto, la goffaggine de La pupa e il secchione, anche in materia di trucchi Auditel: all'inizio sono riusciti ad aggirare la sfida della prima mezz'ora con la solita «Anteprima» e l'estromissione di un break. Ma già giovedì 12 ottobre, proprio contro Affari tuoi e Striscia, Italia 1 ha messo il cartello d'inizio programma de La Pupa e il Secchione apposta un bel quarto d'ora dopo, ma all'Auditel non hanno rilevato lo spezzatino.