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Posted: 10/2/05 1:07 Foibe, Ciampi: ricordi ragionati al posto dei rancori
ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha detto oggi che bisogna commemorare con continuità le foibe, "una grande tragedia della seconda guerra mondiale".
In occasione della Giornata del Ricordo -- istituita per legge e che si celebra per la prima volta domani -- il capo dello Stato ha detto che "è giunto il momento che i ricordi ragionati prendano il posto dei rancori esasperati", si legge in una nota.
Almeno diecimila persone, negli anni a cavallo del 1945, furono torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Gran parte di loro furono gettate -- molte ancora vive -- dentro le profonde fosse naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le "foibe", voragini rocciose a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere i 200 metri di profondità.
Talvolta le vittime venivano fucilate subito dopo l'arresto da parte dei titini. Altre volte venivano prima smistate ai campi di prigionia, torturate, poi "infoibate" solitamente in coppia, legate sull'orlo della foiba e falciate con la mitragliatrice.
Morirono così sul confine orientale migliaia di italiani -- non esiste una stima precisa, il Centro studi adriatici parla di poco più di 10.000 morti -- mentre circa 350.000 furono costretti all'esilio dall'Istria, Fiume e la Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei loro confronti.
"Questi drammatici avvenimenti formano parte integrante della nostra vicenda nazionale, devono essere radicati nella nostra memoria, ricordati e spiegati alle nuove generazioni", ha detto Ciampi.
"Non possiamo e non vogliamo dimenticare", ha aggiunto in una nota separata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Solo il ricordo di ciò che copre di vergogna l'essere umano può impedire di ripercorrere la stessa strada dell'odio e di generare i medesimi mostri", ha sottolineato, definendo le foibe "una storia poco raccontata, poco conosciuta".
Il fenomeno delle foibe iniziò nell'autunno del '43, subito dopo l'armistizio, nei territori dell'Istria, abbandonati dai soldati italiani che li presidiavano e non ancora sotto il controllo dei tedeschi, quando i partigiani delle formazioni slave, ma anche gente comune, per lo più delle campagne, fucilarono o gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani, bollati come "nemici del popolo".
Le foibe ebbero poi la loro massima espressione nei quaranta giorni dell'occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e dell'Istria, dall'aprile fino a metà giugno '45. In questi mesi i titini diedero corso a una vera e propria "caccia all'italiano", con esecuzioni sommarie, deportazioni, infoibamenti. Solo a Trieste furono deportate circa ottomila persone.
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